Mani che lavano un panno di cotone cerato sotto l'acqua fredda in un lavello

Come lavare i sacchetti per il pane in cera d'api e ricerarli

In sintesi:

  • Il sacchetto in cera d'api si lava a mano, in acqua fredda con poco sapone neutro, strofinando con una spugna morbida.
  • La cera d'api fonde intorno ai 62 gradi: acqua calda e lavastoviglie rovinano il rivestimento.
  • Si asciuga steso all'aria, mai strizzato e mai vicino a una fonte di calore.
  • Dopo otto o dodici mesi di uso si può ricerare in forno per riportarlo come nuovo.

Un sacchetto in cera d'api non è un panno qualsiasi: è un tessuto di cotone rivestito di cera, e la cera è la parte che fa tutto il lavoro. Sapere come lavarlo è la differenza fra un accessorio che dura un anno e uno che dura tre.

Bisogna lavare il sacchetto in cera d'api?

Sì, ma non dopo ogni utilizzo. Il pane lascia briciole e poco altro, quindi il ritmo giusto è questo. Se stai valutando l'acquisto, i nostri sacchetti per il pane in cotone biologico e cera d'api sono pensati per essere lavati ogni settimana senza perdere efficacia.

Dopo ogni uso: capovolgi il sacchetto e scuoti le briciole. Bastano dieci secondi.

Una volta a settimana: lavaggio in acqua fredda con poco sapone.

Subito, fuori programma: se ci hai messo un pane ancora tiepido e si è formata condensa, o se il pane era ammuffito. In quel caso il lavaggio è obbligatorio prima dell'utilizzo successivo.

Il segnale che dice che è ora, a prescindere dal calendario, è l'odore: un involucro in cera d'api sa di miele appena percettibile. Se sa di chiuso o di fermentato, va lavato.

Come lavare i sacchetti in cera d'api

Materiale necessario: acqua fredda, un sapone delicato o neutro, una spugna morbida, un panno pulito e uno spazio dove stendere. Nient'altro.

Seguendo questi passaggi il lavaggio richiede due minuti.

  1. Rovescia il sacchetto e togli tutte le briciole a secco, insistendo sugli angoli e sulle cuciture.
  2. Riempi il lavello con acqua fredda o al massimo tiepida, mai oltre i 30 gradi. Il termometro non serve: se l'acqua è fredda sulla mano, va bene.
  3. Aggiungi una goccia di sapone neutro o di detersivo per i piatti delicato. Evita i prodotti sgrassanti aggressivi, perché sciolgono la cera insieme allo sporco.
  4. Strofina con le mani o con una spugna morbida, mai con la parte abrasiva e mai con una spazzola rigida.
  5. Risciacqua sotto l'acqua corrente fredda per eliminare ogni residuo di sapone.
  6. Non strizzare e non torcere: scuoti l'acqua in eccesso e tampona con un panno pulito.
  7. Stendi il sacchetto aperto, appeso con una molletta o disteso su uno stendino, e lascialo asciugare all'aria per un'ora circa.
  8. Riponilo solo quando è perfettamente asciutto, piegato senza schiacciarlo.

Per una macchia ostinata di grasso, un pizzico di bicarbonato di sodio sulla zona interessata e uno strofinio leggero con il dito bastano quasi sempre. Il succo di limone funziona sugli aloni, ma va risciacquato subito.

Il sacchetto è un materiale destinato al contatto con gli alimenti, e il regolamento europeo chiede che questi materiali non trasferiscano al cibo componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana o da comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche (Reg. CE 1935/2004, art. 3). Vale anche per i prodotti che usi per lavarlo: un detersivo profumato lascia un residuo che il pane assorbe.

Cosa evitare quando si lava la cera d'api

Non usare acqua calda. È l'errore che rovina l'involucro in un solo lavaggio. La cera d'api fonde intorno ai 62 gradi e comincia ad ammorbidirsi molto prima: l'acqua del rubinetto in posizione calda basta a scioglierla e a farla colare via. L'acqua tiepida è il massimo consentito.

Non lavare in lavastoviglie. Unisce i due nemici, calore e detergenti aggressivi. Il tessuto esce pulito e completamente privo del suo strato di cera.

La lavatrice. Stesso problema, più l'attrito del cestello che sfibra il rivestimento.

Non usare calore diretto. Niente microonde, niente phon, niente asciugatrice: scaldano in modo disomogeneo e bastano a sciogliere la cera a chiazze.

Non strofinare energicamente e non torcere. Le pieghe forzate crepano il rivestimento e creano microfratture da cui l'aria passa, e una spazzola rigida può danneggiare la cera in modo definitivo.

Evitare detergenti aggressivi e la candeggina. Sciolgono la cera, lasciano odore e sono sproporzionati per un oggetto che tocca solo pane. Un lavaggio delicato con acqua e sapone basta e avanza.

L'asciugatura alla luce diretta del sole o sul termosifone. Il calore ammorbidisce la cera e il tessuto si appiccica su se stesso. Meglio l'ombra e l'aria.

Prodotto in Francia

Un sacchetto che dura anni. I sacchetti Biorito in cotone biologico e cera d'api si lavano in acqua fredda in due minuti e si possono ricerare quando serve.

Scopri i sacchetti per il pane Biorito

Come ricerare il sacchetto in cera d'api

Dopo otto o dodici mesi di utilizzo quotidiano il rivestimento si assottiglia: il tessuto smette di essere leggermente appiccicoso, non tiene più la piega e le zone di sfregamento diventano opache. Non è la fine del sacchetto, è il momento di ricerarlo.

Serve cera d'api in pastiglie o grattugiata, da 15 a 20 grammi per un sacchetto di media misura, carta da forno e un forno. Chi vuole un risultato più morbido può usare una miscela di cera con un cucchiaino di olio di jojoba, che rende il foglio di cera più flessibile e meno soggetto a crepe.

  1. Lava il sacchetto e lascialo asciugare completamente.
  2. Accendi il forno a 80 gradi, statico.
  3. Stendi un foglio di carta da forno su una teglia, appoggia il sacchetto aperto e ben disteso.
  4. Distribuisci la cera d'api in scaglie in modo uniforme su tutta la superficie, senza accumuli.
  5. Copri con un secondo foglio di carta da forno.
  6. Inforna per 5 o 6 minuti, il tempo che la cera fonda e diventi trasparente.
  7. Sforna e, con un pennello da cucina o con il dorso di un cucchiaio, distribuisci la cera fusa fino ai bordi e alle cuciture.
  8. Solleva subito il sacchetto tenendolo per due angoli e agitalo in aria: asciuga in meno di un minuto.
  9. Ripeti sull'altro lato se il tessuto è spesso.

Il risultato è un sacchetto che torna leggermente rigido e appiccicoso al tatto, esattamente come quando era nuovo. L'operazione si può ripetere molte volte, ed è il motivo per cui questo tipo di involucro dura anni invece che mesi.

Se non hai il forno a disposizione, il ferro da stiro funziona allo stesso modo: cera fra due fogli di carta da forno, ferro a temperatura media senza vapore, passaggi rapidi. Il rischio è scaldare troppo in un punto, quindi muoviti in continuazione.

Misure, formati e chiusura

Le dimensioni contano più di quanto sembri. Un formato piccolo va bene per panini e pezzi singoli, uno medio per una pagnotta da mezzo chilo, e per le baguette servono i formati grandi e allungati. Un sacchetto troppo largo lascia aria intorno al pane e riduce l'effetto, uno troppo stretto costringe a piegare il tessuto sempre negli stessi punti.

La chiusura è quasi sempre a risvolto, senza cerniera: si piega il bordo su se stesso e la cera lo tiene fermo. È il motivo per cui un involucro appena ricerato chiude meglio di uno consumato. Chi trasporta il pane fuori casa può usare una borsa di tela come protezione aggiuntiva, senza sostituire il sacchetto.

Il giusto utilizzo della cera d'api

Il sacchetto dura di più se lo si usa per quello che sa fare. Va benissimo per il pane, per i prodotti da forno, per la frutta e la verdura, per il formaggio stagionato. Serve a proteggere cibi che devono respirare, non a chiuderli ermeticamente. Non va usato per la carne e per il pesce crudi, che richiedono contenitori lavabili ad alta temperatura, e non serve in congelatore, dove una busta impermeabile fa un lavoro migliore.

Come alternativa ecologica ai sacchetti di plastica è fra le più efficaci: gli involucri in cera sono riutilizzabili per anni e permettono di ridurre in modo sensibile i rifiuti della cucina, senza rinunciare alla qualità della conservazione. È anche il motivo per cui i migliori sacchetti riutilizzabili sono quelli che si possono ricerare, non quelli usa e getta travestiti da durevoli.

Con il pane il principio è semplice: il tessuto lascia uscire il vapore in eccesso e la cera lo rallenta quanto basta, così la crosta resta croccante e la mollica morbida per tre o quattro giorni. Il confronto con le altre fibre è nell'articolo su cera d'api e lino a confronto, mentre il paragone con la plastica è raccolto in cera d'api contro plastica.

Come conservare il pane nel sacchetto in cera d'api

Tre regole, e sono le stesse che allungano la vita del sacchetto.

Aspetta che il pane sia completamente freddo prima di chiuderlo, perché la condensa è la nemica sia della crosta sia del rivestimento. Appoggia la pagnotta sulla parte tagliata, così la mollica resta protetta. E tieni il sacchetto in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore.

Per conservare alimenti e mantenerli freschi il principio è sempre lo stesso: la cera regola gli scambi, non li blocca. È così che il sacchetto mantiene il pane fresco più a lungo di una busta di carta, senza la condensa della plastica.

La durata cambia con i tipi di pane. Un pane a lievitazione naturale con pasta madre resta buono quattro o cinque giorni, un pane fatto in casa con lievito di birra due o tre, e le baguette sottili restano il formato più difficile per chiunque. Tutti i metodi di conservazione a confronto sono nella nostra guida alla conservazione del pane.

Domande frequenti

Ogni quanto va lavato il sacchetto in cera d'api?

Una volta a settimana con un uso quotidiano, subito dopo un contatto con pane ammuffito o con condensa. Fra un lavaggio e l'altro basta scuotere le briciole.

Si può usare l'acqua calda?

No. Sopra i 30 gradi la cera comincia ad ammorbidirsi e sopra i 62 fonde. L'acqua fredda pulisce benissimo, perché lo sporco è quasi solo briciole.

Quanto dura un sacchetto in cera d'api?

Circa un anno di utilizzo quotidiano prima di doverlo ricerare, e diversi anni in totale se lo si ricera una volta all'anno. È il motivo per cui costa meno di una busta di plastica alla settimana.

Come si capisce che va ricerato?

Quando il tessuto non è più leggermente appiccicoso, non tiene la piega e appare opaco nei punti di sfregamento. Se il pane secca prima del solito, è lo stesso segnale.

Si può lavare in lavatrice a freddo?

Meglio di no. Anche a freddo l'attrito del cestello e la centrifuga sfibrano il rivestimento. Il lavaggio a mano richiede due minuti.

Cosa fare se il sacchetto è appiccicoso dopo il lavaggio?

È normale ed è un buon segno: significa che la cera è ancora abbondante. Se resta umido e appiccicoso, non era asciutto del tutto quando l'hai riposto.

Pochi gesti, molti anni

Lavare un sacchetto in cera d'api non è complicato, ma chiede di dimenticare le abitudini della lavatrice. Acqua fredda, sapone neutro, asciugatura all'aria: sono tre gesti che richiedono pochi minuti e tengono intatto lo strato che protegge il pane. Il calore è l'unico vero nemico del tessuto cerato, e quasi tutti i sacchetti rovinati lo sono per un lavaggio troppo caldo, non per l'uso. Quando la cera comincia a scarseggiare, una ricerata in forno allunga la vita del sacchetto di un altro anno. La domanda da farsi, a quel punto, è ogni quanto lo si sta davvero lavando, e se serve così spesso.

Il team Biorito

Biorito produce sacchetti per il pane in cotone biologico foderati con cera d'api e lievito madre di grano bio essiccato. Le nostre guide nascono dalle domande dei clienti e ogni dato citato rimanda alla sua fonte ufficiale. La nostra storia.

Torna al blog