Barattolo di vetro pieno di farina con una paletta di legno su un ripiano della dispensa

Farina scaduta: si può usare? Come capirlo e quanto dura davvero

In sintesi:

  • Sulla farina non c'è una data di scadenza ma un termine minimo di conservazione: «da consumarsi preferibilmente entro».
  • Oltre quel giorno la farina bianca tenuta chiusa resta in genere utilizzabile per qualche mese, la farina integrale meno.
  • Odore rancido, insetti, grumi umidi o segni di muffa sono i motivi per buttarla, a prescindere dal calendario.
  • Secondo l'Istituto Superiore di Sanità la farina non si conserva quando l'umidità supera il 16 %.

La farina scaduta si può usare? Nella maggior parte dei casi sì, se è stata conservata correttamente e non presenta segni di deterioramento o muffa. Sulla confezione infatti non c'è una vera scadenza, ma la dicitura «da consumarsi preferibilmente entro»: dopo quel giorno il produttore non garantisce più tutte le proprietà, non che il prodotto sia pericoloso.

Ogni dispensa ha il suo pacco di farina dimenticato, aperto per una torta e ritrovato un anno dopo. Buttarlo per abitudine è uno spreco, usarlo senza controllarlo può rovinare un impasto o, nei casi peggiori, esporre a muffe e tossine.

Questa guida spiega cosa dice l'etichetta, quando scade davvero ogni tipo di farina, se è ancora buona e cosa fare con quella da buttare.

Scadenza o TMC: cosa dice l'etichetta

Il Regolamento UE 1169/2011 sull'etichettatura degli alimenti distingue due date. La data di scadenza, «da consumare», riguarda gli alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, tipo latte fresco o carne: dopo quel giorno non vanno mangiati. Il termine minimo di conservazione, o TMC, è invece la data fino alla quale l'alimento conserva le sue proprietà specifiche, se tenuto in condizioni adeguate.

La farina di grano tenero, la semola di grano duro, la farina di ceci e la farina di avena rientrano nel secondo caso: sul pacco si legge «da consumarsi preferibilmente entro». Passata la data riportata sulla confezione, può perdere un po' di qualità in cucina, lievitare meno o cambiare leggermente di gusto, ma non diventa automaticamente dannosa.

Lo stesso vale per la pasta madre in polvere: il nostro lievito madre di grano bio essiccato porta un TMC, e va tenuto chiuso e all'asciutto come la farina per restare attivo più a lungo.

Le due definizioni sono riportate all'articolo 2 e all'articolo 24 del testo del Regolamento UE 1169/2011, consultabile su EUR-Lex.

Quanto dura la farina dopo il TMC

La durata dipende dal tipo di farina. La farina bianca, 00 o 0, contiene pochissimo germe di grano e quindi pochi grassi: chiusa e al riparo dall'umidità si mantiene in genere alcuni mesi dopo la data indicata.

Le farine integrali, di tipo 1 e 2, e quelle macinate a pietra conservano il germe, che contiene oli naturali. A causa del contenuto di oli irrancidiscono prima: meglio impiegarle prima della data, o poco dopo, e controllarle con attenzione.

Durano meno anche le farine senza glutine e quelle di frutta a guscio, come mandorle o nocciole, ricche di grassi. La farina di mais e quella di riso stanno a metà strada.

Tipo di farina Dopo il TMC, se ben chiusa
00 e 0 In genere alcuni mesi
Tipo 1, tipo 2, integrale Poche settimane, controllare l'odore
Macinata a pietra Poche settimane
Mandorle, nocciole, cocco Da consumare prima della data

In pratica: la 00 e la 0 reggono a lungo, le farine con il germe molto meno, quelle di frutta secca vanno consumate prima della data. Sono indicazioni di massima, non garanzie: il controllo con i sensi resta decisivo.

Come capire se la farina scaduta è ancora buona

Prima di utilizzarla, va guardata, annusata e toccata. L'odore è il segnale più affidabile: una farina buona non sa di nulla, o di grano; una farina rancida ha un cattivo odore, acre, simile a vernice o a olio vecchio.

Poi il colore e la consistenza: deve essere uniforme e scorrevole. Grumi duri o umidi, macchie verdi, grigie o nere e segni di muffa indicano che ha preso umidità. Infine gli ospiti indesiderati: farfalline, piccoli vermi, coleotteri marroni o fili simili a ragnatele.

Per riconoscere e prevenire i parassiti della dispensa c'è la guida dedicata agli insetti nella farina.

La data orienta, l'odore decide: una farina nei tempi ma rancida va buttata, una farina oltre il TMC ma perfetta si può impiegare.

I rischi della farina scaduta

Il rischio principale per la salute non è il calendario, ma il modo in cui è stata tenuta in dispensa. Il portale dell'Istituto Superiore di Sanità ricorda che cereali e farine vanno tenuti in confezioni ben chiuse, a una temperatura non superiore a 15 °C, perché l'umidità favorisce le muffe del genere Aspergillus, che possono produrre aflatossine.

Una farina con segni di muffa non va usata e non va cotta per «salvarla»: le aflatossine resistono al calore della cottura. Lo stesso portale precisa che la farina non si conserva quando la sua umidità supera il 16 %.

Una farina rancida, invece, non è tossica nel senso stretto, ma ha un sapore sgradevole che passa al pane e ai dolci. Non vale la pena rovinare una ricetta per risparmiare pochi centesimi: meglio consumarla in preparazioni semplici.

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Come impiegare la farina oltre il TMC

Una farina di poco oltre la data, senza difetti, funziona bene in quasi tutte le preparazioni. Per pane e pizza conviene però un piccolo test: una farina vecchia assorbe l'acqua in modo diverso e il glutine può essere meno tenace, con impasti che crescono meno.

Dove conta meno la forza, la differenza quasi non si nota. Tra le idee di ricette: frittelle, crêpes, besciamella, pastelle, biscotti, torte semplici, gnocchi. Sono le ricette ideali per finire una farina vecchia senza rischiare un pane piatto.

Per il pane a lievitazione naturale, meglio mescolarla a una farina nuova, in proporzione di un terzo, e osservare la lievitazione. Se l'impasto resta pesante, la farina ha perso troppo.

Come riutilizzare la farina scaduta che non si mangia

Una farina rancida ma senza muffa né parassiti può ancora servire per le pulizie domestiche. È un buon sgrassante per pulire padelle unte prima del lavaggio, lucida gli oggetti in rame e acciaio se mescolata ad aceto e sale, e diventa pasta di sale per giocare con i bambini.

Serve anche per creare una colla casalinga di acqua e farina per i lavoretti, o come assorbente per macchie d'olio sui tessuti, da spazzolare via dopo qualche ora.

La farina con muffa o parassiti, invece, va buttata. Si mette nel contenitore dell'umido, perché è un rifiuto organico, mentre la confezione di carta va nella carta e quella di plastica nella plastica, secondo le regole del proprio comune.

Come conservare la farina per farla durare

Per conservare la farina, la cura conta più della data. Una volta aperta, la farina va trasferita in un barattolo di vetro o in un contenitore ermetico, riposto in un luogo fresco e asciutto, lontano dai fornelli e dal lavello.

Conviene comprare formati adatti ai propri consumi e scrivere sul barattolo il TMC riportato sul pacco originale. Le farine con il germe e quelle macinate a pietra si possono tenere in frigorifero, in un contenitore chiuso, per rallentare l'irrancidimento.

Chi vuole scegliere la farina giusta fin dall'inizio trova le differenze tra i tipi nella guida su farina 0 e farina 00.

Domande frequenti

Quando scade la farina?

La farina non ha una vera scadenza ma un TMC, in genere di diversi mesi dalla produzione. Le farine con il germe hanno una data più ravvicinata di quelle bianche.

Posso usare la farina scaduta da un anno?

Una 00 tenuta chiusa e all'asciutto spesso è ancora utilizzabile, ma va controllata: odore, colore, consistenza e assenza di parassiti. Una farina integrale scaduta da un anno è quasi sempre rancida.

La farina scaduta fa male?

Non per il solo fatto di aver superato la data. Fa male se ha sviluppato muffe, perché possono produrre tossine resistenti alla cottura, o se è infestata da insetti.

Dove si butta la farina scaduta?

Nel contenitore dell'umido, come rifiuto organico. La confezione va separata secondo il materiale.

La data orienta, i sensi decidono

La farina scaduta non è un pericolo in sé: sul pacco c'è un TMC, non una data di scadenza. Una farina bianca ben chiusa resta utilizzabile per qualche mese dopo la data, quelle con il germe molto meno.

Prima di impiegarla basta un controllo di pochi secondi: profumo, colore, consistenza, parassiti. Se è tutto in ordine, la si può usare, magari in ricette dove la forza conta poco. Se c'è muffa, va buttata senza esitazioni. E un barattolo ermetico in un angolo fresco della dispensa evita quasi sempre di arrivare a quel punto.

Il team Biorito

Biorito produce sacchetti per il pane in cotone biologico foderati con cera d'api e lievito madre di grano bio essiccato. Le nostre guide nascono dalle domande dei clienti e ogni dato citato rimanda alla sua fonte ufficiale. La nostra storia.

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